L’ Asilo Garibaldi

“L’ASILO INFANTILE D. COLOMBO – G. MORANDI” A UBOLDO

L’asilo “G. Garibaldi”

Il 2 Giugno 1882 moriva a Caprera Giuseppe Garibaldi.

La storia del nostro Asilo Infantile comincia proprio da lì. Il 20 Settembre 1882, infatti, la Deputazione Provinciale di Milano approvò la deliberazione n. 2396 del Consiglio Com.le di Uboldo, datata 23 Giugno, con la quale si proponeva di erigere un’Asilo Infantile nel nostro paese, intitolato a Giuseppe Garibaldi. Nell’estratto (1) di quella delibera leggiamo: “Dopo lunga e animata discussione, a cui presero parte tutti Sigg. intervenuti, ad unanimità di voti ottenuti … venne deliberato quanto segue:

1) Dietro iniziativa del Cons. Com.le è istituito l’Asilo Infantile G. Garibaldi”,

2) L’istituzione viene fondata colla somma di £. 1000 da stanziarsi nel bilancio 1883 e con altre somme da erogarsi a secondo del bisogno, nonchè colle pubbliche sottoscrizioni, legati, donazioni non vincolate.

3) L’Amministrazione dell’asilo viene per ora affidata alla Giunta Mun.le.

4) La Giunta Ammin. è incaricata per la formazione dello Statuto organico e relativo Regolamento che servir debbono di guida al buon indirizzo dell’istituzione.

5) A Cassiere provvisorio resta nominato l’esattore Com.le.

Il Pres. Ing. Giov. Morandi Il Seg. Seregni. Sulla spinta delle celebrazioni in onore a Garibaldi, questa delibera nell’intenzione doveva costituire l’apertura ufficiale di una sottoscrizione “pro-erigendo asilo”, che tuttavia all’atto pratico non ebbe l’effetto sperato. Il progetto fu perciò temporaneamente accantonato e l’offerta originaria di £. 1000 fu devoluta ai poveri del paese.

Il legato G. Morandi

Trascorsero così alcuni anni e solamente all’inizio del nuovo secolo, a Uboldo, si tornò a parlare concretamente di Asilo Infantile. Il 30 Gennaio 1901, verso le 9, nel proprio palazzo di Saronno, morì di tabe senile “travagliata da piccoli insulti apoplettici”, il Sig. Cav. Ing. Giovanni Morandi. Egli era stato Sindaco di Uboldo per circa 6 lustri, aveva 82 anni. Essendo scapolo lasciò tutta la sua sostanza di 3.000.000 all’Ospedale Magg. di Milano, onerandolo di legati a favore delle due sorelle, dei nipoti, delle tre persone di servizio, del Santuario di Saronno e di un erigendo Asilo Infantile nel nostro paese. (2) Il Consiglio Com.le di Uboldo quindi, nella seduta del 21 Aprile 1901, deliberò di accettare il legato di £. 50.000 dell’Ing. G. Morandi. (3).

Il legato di Colombo Galdino e di Colombo Davide

Nel 1901 morì in Asnago certo Colombo Galdino, originario di Uboldo e benestante. Nelle disposizioni testamentarie nominò suo erede fiduciario l’vv. Filippo Giussani, abitante a Milano in C.so S. Celso. A lui impose di istituire in Uboldo un’Asilo Infantile da intitolare “Asilo Colombo” e da erigere in Ente Morale. Stabilì inoltre che in esso si “apparecchiasse un appartamentino coi relativi arredi, per due suore assistenti ed una servente” (4). Il travaglio burocratico incanalò la pratica in un iter piuttosto lungo, tant’è che il 17 Luglio 1902, sempre in Asnago, morì anche il figlio di Galdino, Colombo Davide, di professione Contabile. (5) Costui, con testamento 15 Gennaio 1901, in perfetta sintonia con la volontà paterna, istituì erede l’Avv. Giussani, obbligandolo ad erigere, entro due anni dalla sua morte, un Asilo Infantile in Uboldo, arredandolo per il necessario “compreso il mobiglio”.

Il legato Emilia Morandi

La Sig.ra Emilia Morandi (6), sorella dell’Ing. Giovanni, vedova Venegoni in prime nozze e Tornaghi in seconde, nel suo testamento del 2 Dicembre 1901, rogato dal Dott. Innocente Arnaboldi, lasciò alla Congregazione di Carità di Uboldo” … £. 10.000, per venire in aiuto di quell’Asilo Infantile”.

La costruzione

Riuniti i capitali di questi lasciti, potè pertanto essere varato il piano di studio dei lavori da compiersi. Il 4 Maggio 1902, si era già compiuto un primo passo incaricando l’Ing. Giulio Grassi di approntare il progetto dell’opera, ma di fatto nulla fu concluso. Tutto fu abbandonato a causa delle elezioni. Finalmente il 17 luglio 1903 l’Avv. Giussani, con rogito Dott. Chiodi Giacomo fu Cesare, acquistò dall’Ospedale Magg. di Milano un pezzo di terra; sito in Uboldo “per lo prezzo di £. 8.346 e soldi 18, intieramente pagato”. Era questo il terreno sul quale si sarebbe costruito l’Asilo. Poco tempo dopo infatti all’Ing. Bertolaja Antonio venne affidata la realizzazione del progetto ed in seguito la direzione dei lavori e dell’arredo. L’edificio sorse dunque parallelamente alla via e “su quel lato prospettano le quattro aule”. Poteva contenere circa 250 bambini. (7)

Ente Morale

Il 13 agosto 1905 il Cons. Com.le deliberò di approvare lo Statuto, proposto dall’Avv. Giussani, che all’art. II così dice: “L’Asilo ha per iscopo di accogliere e custodire gratuitamente nei giorni feriali i bambini poveri di ambo i sessi del Comune di Uboldo, dell’età dai tre ai sei anni e di provvedere alla loro educazione fisica, morale ed intellettuale, nei limiti consentiti dalla loro tenera età. Rimanendo posti disponibili dopo l’ammissione dei poveri, potranno essere ammessi anche bambini non poveri, verso un contributo da stabilirsi dal Consiglio di Amministrazione. I bambini ammessi all’Asilo, siano poveri che contribuenti, non possono rimanervi oltre il principio dell’anno scolastico, nel quale sono obbligati, secondo le vigenti leggi e per ragioni di età, a ricevere l’istruzione elementare. Non sono accolti i bambini non vaccinati, o che abbiano sofferto il vaiolo, e quelli affetti da malattie contagiose o ripugnanti. Ai bambini dell’Asilo non viene somministrata refezione quotidiana almeno insino a che le rendite dell’Istituto non lo consentiranno”. Non ritengo inutile sottolineare quanto esauriente fosse (e sia) questo articolo. Lo stesso Avv. Giussani propose in seguito alcuni emendamenti di carattere tecnico giuridico e lo Statuto nella sua versione definitiva potè essere approvato il 17 dicembre 1906. Il 25 novembre 1906 il Cons. Com.le deliberò l’erezione in Ente Morale dell’Asilo, auspicando la medesima cosa da parte del Ministro. Infatti in data 17 febbraio 1907, (8), il Ministro degli Interni Giolitti approvava. Il Regolamento Interno invece, venne approvato solamente l’8 aprile 1909.

L’apertura dell’asilo

L’indubbia sensibilizzazione operata prima da Don Cesare Castelletti ed in seguito dai Parroci suoi successori, aveva creato legami tali tra il nostro paese e le Figlie di Betlem, che la nascente istituzione non poteva che essere affidata alle cure delle Suore provenienti da questo ordine. Esse arrivarono infatti ad Uboldo il 28 ottobre 1905. (9) La delibera conseguente del Cons. Com.le reca la data 29 ottobre 1905, approvata con nota sottoprefettizia n° 6628 il 21 novembre 1905. (10) L’attività del nostro Asilo potè dunque iniziare il 2 novembre 1905. Documenti alla mano, si evince, pertanto, la concomitanza tra l’arrivo delle Figlie di Betlem e l’apertura dell’Asilo.

Dedicazione

Venne dedicato alla Sacra Famiglia ed in esso si svolgevano le seguenti attività: scuola-lavoro, catechismo, oratorio festivo.

La prima “direttrice”

A dirigere il nostro Asilo fu inviata dalla Casa di Betlem di Milano: Suor Edvige Giovanetti. Unitamente a lei giunsero anche: Suor Lucia Colombo e Suor Teresa Valsecchi, con incarico di assistenti. (11)

Il primo Presidente

Il 24 Novembre 1907 alle ore 16, ebbe inizio la seduta per la nomina del Presidente del Cons. di amm. dell’Asilo. Si procedette con le formalità delle schede segrete e dallo spoglio risultò: Moretti Sac. Oreste voti 1, Galli Cesare voti 4. Galli Cesare fu quindi nominato primo Presidente dell’Asilo. (12)

Le altre cariche

Il 26 Gennaio 1908 il Sac. Moretti fu eletto Segretario, mentre nella carica di Tesoriere fu confermato Giacomo Biffi, Esattore e Cassiere com.le, che già deteneva questa carica fin dalle origini dell’Asilo. Il 30 Gennaio 1908 il precedente Segretario Sig. Seregni, lasciava l’incarico definitivamente, donando la somma di £. 700, parte degli emolumenti a lui spettanti, in beneficenza. Per questo motivo fu iscritto tra i benefattori dell’Asilo. (13).

Chiuso per malattia

Tutti sanno come i bambini, a differenza degli adulti, siano più facilmente esposti agli attacchi di virus e batteri, oltre che agli sbalzi di temperatura ed a malattie tipiche della loro età. Perciò quando questo avviene si ritiene opportuno evitare che il soggetto malato entri in contatto con altri sani, onde impedire il diffondersi del contagio. Qualche volta però non si riesce a provvedere in tempo e quando ciò accade, per es. in un Asilo, dove vi è un concorso di molteplici soggetti, l’unico rimedio attuabile è la sua temporanea chiusura. Casi simili capitarono anche nel “nostro” e così l’8 novembre 1908 dovette essere chiuso per la pertosse (14), mentre dal febbraio al 10 Marzo 1909 per la malattia del morbillo (15).

I danni dell’uragano

Il 20 Luglio 1910 la costruzione fu duramente colpita dalla violenza dell’uragano che si era abbattuto sul nostro paese. Nella sua perizia dei danni, il 30 Luglio, l’Ing. Cesare Brebbia, così scrisse: “… il fabbricato di che si tratta investito dalla violenza del vento ebbe rotte e sconnesse in modo speciale tutte le griglie e tapparelle delle finestre dal lato di ponente per una superficie unita di mq. 45. Ebbe rotti n. 46 quadretti di vetro … ed ebbe altresì guastati alcuni serramenti interni, nonchè scoperchiato in parte il tetto, che si deve senz’altro ricorrere per intero con forniture di qualche tegola comune.

… la scoperchiatura del tetto portò alcuni danni agli intonaci e plafoni che si bagnarono di non poca acqua…

Gli altri danni si peritano come segue:

riparazione del tetto e colmi di esso con ricorsa generale e fornitura di :

tegole £. 229,89

riparazione ai torrini di camino £. 20

riparazione e forniture nuove di griglie a tapparelle

inverniciate come le precedenti £. 360

vetro quadretti n. 46 £. 46

inpreviste £. 44,11 (16)

Con grande celerità si procedette quindi all’attuazione delle riparazioni, perchè tutto doveva essere pronto per la cerimonia di inaugurazione delle lapidi dell’ormai vicino Settembre.

Inaugurazione delle lapidi

Nel corridoio d’ingresso, sulla parete destra, un tempo potevamo vedere la lapide commemorativa dei fondatori alla quale erano affiancate le altre lapidi, quelle dei benefattori, che, giustamente, furono trasferite nel corridoio che immette alla cappella del S.S. Sacramento. Esse furono inaugurate nel mese di Settembre 1910 ed in proposito così scrisse l’articolista di allora: “Domenica si inaugurarono nei locali dell’Asilo Inf.le le lapidi votate dall’amm. a ricordo ed onore dei fondatori e benefattori…

L’Ill.mo Sig Sottoprefetto di Gallarate che aveva accolto cordialmente l’invito di condecorare colla (sic) sua ambita presenza la cara cerimonia, non potendo per ragioni di salute intervenire mandò un biglietto gentilissimo di scusa e di completa adesione. Altrettanto fece l’On. Adamo degli Occhi, designato quale rappresentante della Cassa di Risparmio ad oratore ufficiale, che, proprio in quei momenti, non potè mancare ai funerali del Cav. Carlo Cova celebratisi a Novate. L’egr. sig. Cantoni Dante, membro anziano del Cons. di amm., in rappresentanza del venerando Presidente Sig. Galli Cesare, alla presenza di distinte persone del paese, fra le quali annoveriamo lo stimatissimo Sig. Bigatti Ettore, erede universale di uno dei fondatori, lesse una breve illustrazione dello scopo di tale funzione, fece scoprire le lapidi e distribuì dei diplomi di benemeranza verso la pia istituzione”. (17) Da pochi anni la lapide dei fondatori è stata sostituita da un quadro nel quale hanno ritrovato nuova collocazione le immagini dei fondatori e le lapidi dei benefattori sono state trasferite nel corridoio che immette alla Cappella del S.S. Sacramento

La luce elettrica

L’illuminazione dell’Asilo era affidata, in quegli anni alle lampade ad olio. L’Amm. Com.le deliberò di introdurre la luce elettrica, invitando la Società a “voler provvedere di conformità”, solamente il 20 Dicembre 1916. La guerra in corso però ritardò la realizzazione della delibera fino al 1919. E’ infatti del 3 dicembre, di quell’anno la lettera di ringraziamento delle Suore, per l’avvenuta installazione. In essa adducevano a motivo di gioia anche la soddisfazione delle mamme “quando scendono in cantina per la refezione”. (18). Si deve sapere infatti che in quel periodo l’Asilo ancora non era provvisto di una cucina economica adatta a preparare da mangiare per tutti i bambini, per cui “la pappa” doveva essere portata dalle mamme ai propri figlioli con la “caldarinna”. (19) D’inverno la refezione avveniva in cantina, d’estate in cortile, dove c’era anche la “pompa” per l’acqua, cui era attaccata una caraffa per bere.

Mille lire

Il 24-6-1921 la “povera Direttrice Suor Teresa Valsecchi”, così scriveva all’amm. dell’asilo: “… Pensino che da quasi due mesi siamo senza legna grossa e ogni qualvolta che si cucina si è obbligate continuamente al focolare. Il mese scorso poi avendo avuta ammalata una suora, anche il Sig. Dottore disse: “Oh che ristrettezza! … come fanno con questo caldo?”, certo che ha avuto tutte le ragioni, poichè devono sapere che in stanzette fatte solo per due letti dobbiamo mettervene tre … Nostro desiderio sarebbe che ci facessero fabbricare una stanza. Guardino (sic) loro, abbiamo a disposizione mille lire regalatoci appunto a questo scopo, perchè han visto che siamo qui come le sardelle nel barile. Oh certo che la bontà loro soddisferà ad ogni nostro desiderio mandandoci legna, con la resiga e mettendoci a posto un po’ meglio… “. (20) Tra i fiori, ecco un tipico esempio di linguaggio aderente alla realtà.

Socio perpetuo

Il 22 Novembre 1922 il Cons. d’amm. dell’Asilo Inf. nominò “socio perpetuo” il Sig. Cav. Avv. Giuseppe Morandi, Presidente della Corte d’Assise di Milano, in segno di doverosa gratitudine per aver donato £. 2.000, investite a termine di legge. (21) In un periodo in cui la situazione economica generale denunciava una gravissima crisi, ben si può comprendere come questo lascito arrivasse alquanto opportuno.

Fotografia scattata ai bambini dell’asilo nel 1920

Gli stipendi delle suore

Ai tempi dell’apertura le Rev. Suore percepivano uno stipendio mensile di £. 125. (22) Con la crisi del 1921 e negli anni che precedettero la grande crisi del 1929, la spinta inflazionistica fece enormemente lievitare gli stipendi, ma d’altro canto procurò la diminuzione del potere d’acquisto del danaro. Una pallida idea di quella situazione ce la offre una serie di lettere dal 1925 al 1929, controfirmate dalla Direttrice Generale della Casa Madre di Milano. Da esse apprendiamo che a causa dalle gravi ristrettezze economiche, erano richiesti aumenti graduali degli stipendi globali delle tre suore presenti ad Uboldo. Compiuta la verifica constatiamo che lo stipendio di £. 3.000 del 1924, nel 1929 si era gonfiato fino a giungere a £. 9.000 annue. (23)

Il riscaldamento

Il 21 Maggio 1927 furono stanziate £. 2.000 per l’acquisto di una cucina economica e di un “Bollettore” per l’acqua calda. Ad Ottobre fu ultimato e consegnato all’Amm. dell’Asilo l’impianto di riscaldamento a termosifone. L’opera realizzata dall’Ing. Pietro Zerbi di Saronno fu collaudata dalla Ditta Andrea Pagani di Milano, presente il Seg. dell’Asilo Sig. Ardemagni. La recinzione esterna, invece, fu approntata, con una spesa di £. 13.426 (24) dalla Ditta Bulgheroni- Beghè di Saronno nel 1928.

La Cappella Oratorio

La Curia Arcivescovile il 4 aprile 1923 aveva concesso l’autorizzazione a tenere una Cappella- Oratorio all’interno dell’Asilo (25), ma solamente il 24 aprile 1931 concesse il permesso per conservarvi il SS. Sacramento (26). Tale permesso è rinnovabile ogni 5 anni, purchè ne sussistano le doverose e decorose condizioni. Prima di trovare la sua attuale sistemazione, questa Cappella fu costretta ad un vero e proprio pellegrinaggio all’interno dell’edificio. Anni fa, essa era situata a destra dell’ingresso ed era molto piccola. Il 13 marzo 1963 l’allora Card. Arc. di Milano Giovanni Battista Montini, poi Papa Paolo VI, conces-

Fotografia scattata ai bambini dell’asilo nel 1926

se il permesso per l’erezione delle stazioni della SS. Via Crucis. La nuova Cappella fu inaugurata nel 1984: è spaziosa e ben illuminata. In essa troviamo un bellissimo tebernacolo formato da una sfera (il mondo), da cui si dipartono a triangolo i raggi della Luce divina. Ai lati dell’altare vi sono due artistiche statue di legno, provenienti da Ortisei e raffiguranti il Crocifisso e la Madonna. Alle pareti la nuova Via Crucis della Scuola Beato Angelico di Milano.

Le maschere antigas

Una circolare prefettizia del 4 aprile 1938 emanava l’ordine del Ministro dell’Interno, circa “la provvista integrale delle maschere antigas” a tutto il personale adibito alle Istituzioni di Pubblica Assistenza e Beneficenza esistenti nel nostro Comune. Tale provvista doveva essere effettuata entro il 31 dicembre 1938 (27). Anche questi bambini, come già i loro predecessori, si apprestavano a conoscere il triste “gioco” della guerra.

Durante la Guerra

Un’infanzia breve la loro. Furono costretti, infatti, a diventare in fretta “grandi”. I dolori e le miserie della guerra infransero il loro mondo di innocenza e d’allegria: il razionamento; le corse nel rifugio a ripararsi durante le incursioni aeree; la scoperta delle lacrime sul volto delle madri, lacrime a stento trattenute in un pensiero per il marito al fronte; la scoperta di essere rimasti orfani. Esperienze vissute anche nel nostro Asilo quando il refettorio fu trasferito nelle cantine. In proposito, il 16 Giugno 1941 il Podestà di Saronno così scriveva al Presidente dell’Asilo: ” … abbiamo l’impressione che voi non vi rendiate conto del danno enorme di adibire una cantina a refettorio, per cui vi ingiungiamo che fra 15 giorni a partire da oggi i bambini dell’Asilo non potranno consumare la loro refezione nella cantina suddetta…” (28). D’altro canto, l’operosità delle nostre Suore non venne mai meno, anzi si può dire che, in quegli anni, fosse raddoppiata. Dal 1944 al 1946 due di loro: Sr. Giuseppina Perego e Sr. Maria Frattini, oltre alla normale attività, svolsero anche l’incarico di cuciniere per la mensa del Cotonificio Poss. (29) Nel 1945 cessava la regola di eleggere il Presidente del Consiglio di Amm. dell’Asilo tra i membri del Consiglio stesso. Da quella data la nomina sarebbe avvenuta ad opera del Prefetto.

La visita del Card. Arciv. di Milano Ildefonso Schuster

Nel 1952, il Card. Schuster, trovandosi in Visita Pastorale in Uboldo, decise di far visita anche all’Asilo. In quell’occasione celebrò una S. Messa nella Cappella e lasciò la sua firma sull’apposito registro. (30) Si trattenne poi a colloquio con loro esprimendo soddisfazione per i nuovi fornelli elettrici (consegnati con Banda musicale al seguito) e per l’ordine trovato. Formulò anche l’augurio che l’impegno religioso ed educativo fino ad allora profuso, non mancasse anche negli anni futuri.

La nuova sala da pranzo

Nel 1969, alla presenza del Presidente Achille Raddrizzani e dell’imprenditore Mario Lazzaroni, l’indimenticato don Livio Tamborini inaugurava la nuova sala da pranzo.(31)

Il mancato ampliamento

Al boom economico degli anni della ricostruzione, corrispose anche un notevole incremento demografico ed un sensibile movimento migratorio interno. In questo senso si arrivò a raggiungere un massimo di 220/230 iscritti, di cui 180/190 frequentanti. In quegli anni, con grande rammarico per le Suore, anche la Cappella fu adibita ad aula e furono assunte una nuova insegnante ed una inserviente. Il Consiglio d’Amministrazione, presieduto da Eugenio Oliva, a fronte di questo aumento di iscrizioni si sentì in obbligo di progettare, verso la fine degli anni ‘70, un ampliamento dello stabile ed avviò le pratiche per accendere un mutuo di 60 milioni di lire. Nell’autunno del 1980 però, iniziò la sua attività la Scuola Materna Comunale e non essendoci più la necessità dell’ampliamento dell’Asilo, il mutuo deliberato venne utilizzato per

– il rifacimento del tetto,

– la realizzazione di nuovi servizi igienici,

– l’abbassamento del salone.

La prima convenzione

Nel dicembre 1981, dopo il quinquennio 1975-1980, in cui il Comune aveva iniziato ad aiutare l’Asilo solo dietro specifica richiesta da esso avanzata nel momento del bisogno, il Consiglio Comunale di Uboldo, su esplicita richiesta del Presidente dell’Asilo, deliberò l’approvazione della prima Convenzione, con la quale l’Amministrazione Comunale si impegnava, sulla base del bilancio di previsione presentato dall’Asilo, ad assicurarne la copertura del disavanzo onde garantirne la possibilità di funzionamento. Era comunque l’ordinaria gestione che veniva presa in considerazione e non l’onere notevole relativo alla manutenzione dello stabile.

Natale 1981

L’80º Anniversario

Nel 1985, in occasione dell’ 80° anniversario dell’Asilo ed a doveroso riconoscimento della preziosa opera svolta dalle suore “Figlie di Betlem” a Uboldo, Ezio Maria Giani curava la pubblicazione del fascicolo intitolato: “Le Suore di Betlem e l’Asilo 80 anni di vita insieme” e per l’occasione la cappella fu restituita alle suore, completamente rifatta e riarredata, tornando così ad essere patrimonio della comunità parrocchiale dopo tanti anni nei quali era stata usata come aula per far fronte alla richiesta di scolarizzazione in costante aumento.

L’Assemblea dei Soci

Nell’anno 1987, allo scopo di poter contare su tante persone di buona volontà per affrontare le varie problematiche dell’Asilo, venne ripristinata l’Assemblea dei Soci, che per tanti anni non aveva più funzionato. Si imponeva infatti la necessità di affrontare tutta una serie di lavori di manutenzione per consentire alla struttura di poter continuare a svolgere la sua preziosa attività a vantaggio dei bambini delle famiglie di Uboldo.

La “Tombolissima”

I fondi a disposizione non c’erano e per poterne disporre, nel 1990, dopo tanti anni di assenza, si riprese la simpatica tradizione della “Tombolissima” dell’Asilo nella prima domenica di ottobre. Sul volantino distribuito a tutta la cittadinanza si leggeva: “Nella ricerca delle autentiche motivazioni in base alle quali i genitori operano la scelta della scuola cattolica si organizza la Festa dell’Asilo allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla problematiche della sua gestione. Il ricavato sarà utilizzato per la realizzazione di lavori di manutenzione dello stabile che è di proprietà di tutti gli uboldesi”.(32)

Inizia la manutenzione straordinaria

I primi lavori di manutenzione straordinaria che si poterono affrontare grazie al ricavato delle feste furono:

1991 – il rifacimento dell’impianto elettrico,

– la realizzazione delle uscite di sicurezza,

1992 – il riammodernamento dell’appartamento delle suore,

1993 – la realizzazione dell’impianto citofonico,

– la manutenzione di tutte le piante e del verde del cortile.

Queste le parole che per tanti anni hanno accompagnato l’organizzazione delle varie feste per cercare di coinvolgere tutta la cittadinanza:

” Nell’Asilo Infantile D. Colombo – G. Morandi e nell’opera da esso svolta può essere riconosciuto un elemento di identità per Uboldo. L’Asilo è una istituzione volontaria voluta per i bambini uboldesi dagli uboldesi e spetta loro gestirlo salvaguardando quel patrimonio che la saggezza dei suoi fondatori ha saputo creare ”

Ad iniziare dalla primavera del 1994 i genitori rinunciando al riposo del sabato e della domenica, iniziarono a mettersi a disposizione per aiutare l’Asilo. Grazie all’aiuto di una quindicina di loro nell’estate del 1995 in occasione del 90° anniversario di vita dell’Asilo si poterono integralmente dipingere di giallo tutte le pareti esterne e si riportò al suo splendore originale la facciata dell’Asilo caratterizzata dal mattone in cotto a vista.

Negli anni successivi altri utili ed indispensabili lavori furono fatti quali:

– la verifica e la revisione dell’impianto termico,

– il rifacimento e la sostituzione degli impianti e dell’attrezzatura della zona cucina,

– l’installazione delle porte antincendio in cucina,

– la sostituzione di tutto l’arredamento delle cinque aule,

– l’acquisto degli armadietti guardaroba per tutti i bambini,

– la sistemazione del ricovero dei materiali in fondo al cortile.

Se si pensa che a tutto ciò si fece fronte attingendo al ricavato delle feste che annualmente si organizzavano in primavera ed in autunno di ogni anno e all’aiuto offerto dai genitori e dai volontari amici dell’Asilo, si riesce ad immaginare il clima di solidarietà che in quegli anni aleggiava. Il 1998 fu l’anno nel quale, l’assemblea dei Soci deliberò di accendere un mutuo di 130 milioni di lire con il quale finanziare:

– la trasformazione dell’impianto di riscaldamento del refettorio con la realizzazione dell’abbassamento e la rimozione del rivestimento plastico non ignifugo dalle pareti,

– la sistemazione e l’abbassamento dei locali dei servizi igienici,

– la sostituzione dei giochi esterni,

– il rifacimento della copertura del terrazzo dell’appartamento delle suore.

Durante le vacanze estive del 1999 e del 2000 si mise mano al rifacimento integrale di tre delle cinque aule.

La depublicizzazione

Nel 2001 l’Asilo, avendone i requisiti, ottenne la depubblicizzazione, ossia il passaggio da Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (I.P.A.B.) a Ente Morale Assistenziale Privato con il riconoscimento della personalità giuridica di diritto privato. Si metteva così al sicuro l’Asilo dalla possibilità da parte dello Stato di incamerare quel patrimonio anche edilizio che, la saggezza dei fondatori e la competenza dei suoi amministratori, avevano voluto e conservato per tanti anni, garantendone in questo modo solo agli uboldesi la piena disponibilità.

Una scuola paritaria con un nuovo Statuto

Nello stesso anno 2001 avvenne anche il suo riconoscimento come scuola paritaria con la qualificazione del servizio offerto e nel 2003 l’Assemblea dei Soci, alla presenza di un notaio, apportò alcune modifiche allo Statuto dell’Asilo per renderlo più attuale e in linea con gli statuti delle altre scuole materne non statali della Regione Lombardia.

La sesta sezione

Dopo gli ultimi importanti lavori del 2002 e del 2003 che riguardarono:

– il rifacimento del manto di copertura del refettorio,

– la realizzazione integrale della rete fognaria esterna,

– la sostituzione di tutti i serramenti esterni,

nell’estate del 2003, per fronteggiare il boom demografico dei bambini nati nel 2000, venne realizzata la sesta sezione utilizzando una parte del refettorio.

La “polentissima”

Nell’autunno del 2004, in preparazione dell’anno di festeggiamenti per il centenario, con l’aiuto prezioso ed indispensabile dei genitori, della Pro Loco e degli amici dell’Asilo, si organizzò la prima “polentissima” , in concomitanza con il mercatino di Natale.(32)

…e per finire

Durante le vacanze estive di quest’anno 2005 si sono fatti altri urgenti lavori di manutenzione:

– l’adeguamento della centrale termica alle normative vigenti,

– il rifacimento integrale delle ultime due aule,

– la rimozione del rivestimento plastico non ignifugo dalle pareti di tutti gli ambienti scolastici,

– la tinteggiatura dell’ingresso, delle aule, del salone e dei corridoi,

– l’installazione di adeguati copricaloriferi.

Per il 2006, grazie anche al ricavato della iniziativa della sponsorizzazione dei metri quadrati del salone, si potrà provvedere, se ci saranno sufficienti disponibilità finanziarie, al

– rifacimento integrale del pavimento del salone,

– sostituzione delle porte interne,

– trasformazione dell’impianto di riscaldamento da gasolio a metano,

– sistemazione della cantina,

– sistemazione del cortile.

NOTE

(1) A.S.M. Fondo: PREFETTURA cart. 2257

(2) A.P.U. CRONICON: Il testamento dell’Ing. G. Morandi venne rogato dal Notaio Gallavresi Dott. Cesare il giorno 11

dicembre 1899.

(3) A.A.”C.M.” U.: Carteggio

(4) A.P.U. CRONICON

(5) Vedi nota n°. 3

(6) Nell’occasione la Sig.ra Emilia Morandi stabilì anche un lascito per la costruzione di una Chiesa alla Cascina Girola, dedicata

a S. Emilia

(7) Vedi nota n. 3

(8) A.C.U. 1906-1928 cat. 9 classe 1-5 cart. 20

(9) A.I. “F.B.”: Datario di apertura delle Case

(10) vedi nota n°. 8

(11) A.I.”F.B.” M.: “Elenchi delle Suore Figlie di Betlem”

(12) Vedi nota n°. 3

(13) Vedi nota n°. 3

(14) Vedi nota n°. 3

(15) A.P.U. CRONICON

(16) Vedi nota n°. 3

(17) A.Pr.S.: “Voce del popolo” giornale del 23-9-1910

(18) Mancando la corrente elettrica, mancava anche il campanello e così, a quel tempo, per “chiamare” occorreva tirare un grosso

cordone, con fiocco terminale, collegato ad una piccola campanella e situato all’esterno della porta d’ingresso. All’interno

dell’Asilo poi ve n’era un’altra di identica forma, ma di suono differente: serviva per chiamare la direttrice.

(19) Contenitore per vivande, secondo il Cherubini, fatto di rame (più tardi di alluminio) e con il manico di ottone.

(20) Vedi nota n°. 3

(21) Vedi nota n°. 3

(22) A.C.U. 1898-1905 cat. 9 classe 1-5 cart. 19

(23) Vedi nota n°. 3

(24) Vedi nota n°. 8

(25) Vedi nota n°. 3

(26) Vedi nota n°. 3: Permessi

(27) Vedi nota n°. 3

(28) A.C.S.: Asilo Colombo-Morandi

(29) Ringrazio S. Celestina Monolo per il perfezionamento di questa notizia.

(30) A.A.C.M.u.: Registro delle S. Messe

(31) Ringrazio la Sig.ra Daniela Raddrizzani per il prezioso contributo fotografico e documentale.

(32) Ringrazio il Presidente dell’Asilo Luciano Testi per i dati d’aggiornamento gentilmente forniti.

 

Il nostro Statuto

– ORIGINI –

– ART. 1 –

L’Asilo Infantile “ D. COLOMBO – G. MORANDI” ebbe origine dalle disposizioni testamentarie 19 agosto e 11 dicembre 1899 dell’Ing. Giovanni Morandi e 15 gennaio 1901 del Sig. Davide Colombo e 2 dicembre 1901 della Sig.ra Emilia Morandi.

L’Asilo Infantile D. Colombo – G. Morandi eretto in Ente morale con R.D. in data 17 febbraio 1907 assunse la qualifica di IPAB. regolata dalla norme della legge 17.7.1890 n. 6972 e succ. modd.

A seguito del D.P.R. 24.7.1977 n. 616, con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 22 dicembre 1978, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 361 del 29 dicembre 1978, l’Asilo Infantile “D. COLOMBO – G. MORANDI” venne ricompreso tra le II.PP.A.B. escluse dal trasferimento ai comuni “in quanto svolgenti in modo precipuo attività inerenti la sfera educativo – religiosa”.

La natura giuridica di IPAB fu mantenuta fino al provvedimento di depubblicizzazione dell’ente disposto con decreto del Direttore Generale formazione, istruzione e lavoro della Regione Lombardia n. 11532 del 21 maggio 2001, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 44 del 29 ottobre 2001.

Con il succitato provvedimento di depubblicizzazione all’ente è stata contestualmente riconosciuta la personalità giuridica di diritto privato ai sensi del D.P.R. 361/2000 e del codice civile.

A far data dal 23 luglio 2001 l’ente è iscritto nel Registro Regionale delle persone giuridiche private, gestito dalla CCIAA di Varese al n. 1351 del 23 luglio 2001 (R.E.A. nr. 266346 del 20 gennaio 2000).

DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA – SCOPI

– ART. 2 –

L’Asilo Infantile “D. COLOMBO – G. MORANDI” è un’associazione regolata dagli articoli 14 e seguenti del Codice Civile, ha durata illimitata ed ha sede in Uboldo, Via Raffaello Sanzio nr. 19.

– ART. 3 –

Attualmente l’Asilo Infantile “D. COLOMBO – G. MORANDI” svolge funzione di Scuola dell’infanzia di ispirazione cattolica, non si prefigge fini di lucro e svolge la sua attività nell’ambito territoriale della Regione Lombardia.

Essa ha lo scopo di accogliere, secondo il calendario stabilito dal regolamento interno, i bambini di entrambi i sessi in età prescolare del Comune di Uboldo e, nel caso vi siano posti disponibili, anche bambini provenienti da altri Comuni limitrofi, provvedendo alla loro educazione ed istruzione fisica, morale, culturale e religiosa, nei limiti consentiti dalla loro età.

Ai bambini è somministrata la refezione quotidiana secondo le tabelle dietetiche vigenti.

– ART. 4 –

I bambini ammessi alla scuola materna non possono rimanervi oltre il principio dell’anno scolastico nel quale sono obbligati, secondo le vigenti leggi e per ragioni di età, a ricevere l’istruzione elementare.

– ART. 5 –

Apposito regolamento stabilisce le norme sulle modalità e sui requisiti di ammissione e frequenza. Nella scuola dell’infanzia è vietata ogni forma di discriminazione e disparità di trattamento tra i bambini.

PATRIMONIO E MEZZI FINANZIARI

– ART. 6 –

Il patrimonio dell’Associazione è costituito:

dall’immobile situato in Via Raffaello Sanzio 19, ove si svolge l’attività dell’ente (ammontante al valore di 1 milione di euro circa).

L’Associazione provvede al raggiungimento dei propri fini:

– con i proventi derivanti dal patrimonio

– con le rette degli utenti,

– con le quote sottoscritte dai soci,

– con i contributi di Enti pubblici e privati,

– con ogni altro provento non destinato ad aumentare il patrimonio.

– ART. 7 –

L’esercizio finanziario si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

SOCI

– ART. 8 –

Sono soci dell’ente coloro che, condividendone le finalità, mediante sottoscrizione si impegnano a pagare annualmente la somma fissata dal Consiglio di Amministrazione per un periodo di anni 4 (quattro).

Sono soci perpetui coloro che versano in un’unica soluzione una somma non inferiore a 50 (cinquanta) volte la somma annuale.

I soci hanno diritto di concorrere alla formazione e alla realizzazione degli scopi dell’associazione, nei modi determinati dagli organi dell’associazione medesima.

Perdono la qualità di soci coloro che, senza un giustificato motivo, non effettuano il pagamento della quota annuale nei termini fissati dal Consiglio o che compiono atti contrari agli scopi ed agli interessi dell’Associazione.

Scadenze e modalità dei pagamenti sono determinate in apposito regolamento.

Per il recesso e l’esclusione degli associati si applicano le disposizioni dell’art. 24 del Codice Civile.

ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE

– ART. 9 –

Sono organi dell’Asilo Infantile:

– l’Assemblea dei Soci,

– il Consiglio di Amministrazione,

– il Presidente.

– il Revisore dei Conti

ASSEMBLEA DEI SOCI

– ART. 10 –

L’Assemblea Generale dei Soci deve essere convocata, ai sensi dell’art. 20 del Codice Civile, una volta l’anno per l’approvazione del conto consuntivo. L’Assemblea deve essere inoltre convocata dagli amministratori ogni volta se ne ravvisi la necessità, o quando ne è fatta richiesta motivata da almeno 1/10 (un decimo) degli associati.

Le assemblee sono indette dal Presidente del Consiglio di amministrazione mediante invito contenente le materie poste all’ordine del giorno, la data, l’ora, il luogo e l’eventuale partecipazione di persone estranee o di esperti.

L’avviso dovrà essere recapitato almeno cinque giorni prima di quello fissato per l’adunanza. In caso di convocazione d’urgenza l’avviso dovrà essere recapitato almeno 24 ore (ventiquattro) prima al domicilio reale ed effettivo dei soci, in quest’ultimo caso l’avviso può essere portato a conscenza anche a mezzo telegramma o fax.

All’assemblea possono intervenire tutti i soci in regola col versamento della quota associativa. Il diritto al voto spetta ad ogni socio che abbia assunto tale qualifica da almeno 60 (sessanta) giorni. Ogni socio ha diritto ad un solo voto.

I soci possono farsi rappresentare in assemblea mediante delega scritta; ogni socio non può avere più di 1 delega.

Per la validità delle deliberazioni è richiesta, in prima convocazione, l’intervento di almeno la metà degli Associati.

In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero degli intervenuti. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei votanti ad esclusione di quelle relative alla modifica dello statuto, allo scioglimento dell’associazione ed alla devoluzione del patrimonio per le quali si applicano le disposizioni previste dall’art. 21 del Codice Civile.

Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio ed in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto di voto.

Di ogni adunanza verrà redatto dal Segretario, su apposito libro, il relativo verbale: esso dovrà essere sottoscritto dal Presidente e dal Segretario stesso.

– ART. 11 –

L’Assemblea delibera sulle materie ad essa riservate dalla Legge e dal presente statuto, in particolare.

– nomina i membri di propria competenza del Consiglio di Amministrazione e il Revisore dei Conti.

– delibera, ai sensi dell’art. 24 del Codice Civile, sull’esclusione degli Associati,

– approva il conto consuntivo,

– delibera le modifiche statutarie, lo scioglimento dell’Associazione e ogni altra questione ad essa sottoposta dal Consiglio di amministrazione.

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

– ART. 12 –

L’Associazione è amministrata da un Consiglio composto da 5 (cinque) a 7 (sette) membri.

Il Consiglio nomina nel proprio seno il Presidente ed il vice Presidente.

I componenti sono nominati dall’assemblea dei soci:

Nel caso di 5 membri:
– 4 (quattro) vengono nominati dall’Assemblea dei soci di cui:

– 2 (due) scelti tra i soci

– 1 (uno) in rappresentanza dei genitori, scelto tra una rosa di 3 (tre) nominativi individuati dall’Assemblea dei Genitori

– 1 (uno) in rappresentanza del Parroco della Parrocchia SS.Pietro e Paolo in Uboldo scelto tra una rosa di 3 (tre) nominativi individuati dal Parroco

– ai quali si affianca:

– 1 (uno) rappresentante dell’Amministrazione Comunale nominato dal Consiglio Comunale.

Nel caso di 7 (sette) membri:

– 3 (tre) vengono nominati dall’Assemblea dei Soci e scelti tra i soci

– 1 (uno) nominato dall’Assemblea dei Soci in rappresentanza dei genitori, scelto tra una rosa di 3 (tre) nominativi individuati dall’Assemblea dei Genitori

– 1 (uno) nominato dall’Assemblea dei Soci in rappresentanza del Parroco della Parrocchia SS.Pietro e Paolo in Uboldo scelto tra una rosa di 3 (tre) nominativi individuati dal Parroco

– ai quali si affiancano:

-2 (due) rappresentanti dell’Amministrazione Comunale nominati dal Consiglio Comunale

Il Consiglio d’Amministrazione dura in carica 4 (quattro) anni a decorrere dalla data di insediamento del Consiglio medesimo.

I componenti possono essere riconfermati.

– ART. 13 –

I componenti del Consiglio di amministrazione che senza giustificato motivo non intervengono a tre riunioni consecutive vengono dichiarati decaduti dalla carica.

La decadenza è pronunciata dal Consiglio stesso che valuterà tutte le ragioni di opportunità del provvedimento medesimo.

– ART. 14 –

Non possono far parte del Consiglio, e se nominati decadono dall’ufficio, gli interdetti, gli inabilitati, i falliti, i condannati a pena che importa l’interdizione anche temporanea dai

pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi ed in genere coloro che si trovano in condizioni di incompatibilità secondo la vigente legislazione, nonché i dipendenti della

scuola dell’infanzia.

Nella sua prima adunanza, prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, il consiglio verifica l’assenza di cause di ineleggibilità ed incompatibilità dei propri componenti.

– ART. 15 –

Il Consiglio di amministrazione è l’Organo Direttivo dell’ente.

Al consiglio spettano tutti i poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, ad esclusione di quelli che il presente statuto riserva alla competenza dell’assemblea dei soci.

In particolare il Consiglio adempie ai seguenti compiti:

a) delibera i regolamenti del personale, quelli relativi alla vita comunitaria e quelli inerenti al funzionamento della scuola;

b) assume, sospende, licenzia il personale in conformità alle disposizioni previste dal C.C.N.L. di categoria e dal regolamento organico del personale;

c) delibera le convenzioni con Enti pubblici e privati;

d) delibera su contratti di locazione, fornitura e somministrazione;

e) delibera sull’acquisto e l’alienazione di titoli ed immobili, sull’accettazione di donazioni, eredità e lasciti;

f) delibera l’importo delle rette di frequenza;

g) approva il bilancio preventivo predisposto dal Segretario;

h) effettua un controllo preventivo sul conto consuntivo predisposto dal Segretario e da sottoporre all’Assemblea dei Soci per l’approvazione;

i) stabilisce la quota associativa e i termini di pagamento (nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio, salvo il rimborso delle spese sostenute)

– ART. 16 –

Il Consiglio di amministrazione si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta scritta e motivata da n. 3 (tre) dei suoi componenti. La convocazione avviene mediante avviso scritto contenente l’ordine del giorno, da recapitare a tutti i Consiglieri almeno tre giorni prima del giorno fissato per l’adunanza.

In caso d’urgenza è valida la convocazione consegnata entro 24 (ventiquattro) ore dalla data stabilita.

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza della maggioranza dei membri in carica del Consiglio.

Le deliberazioni sono validamente assunte con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti, in caso di parità prevale il voto di chi presiede.

Le votazioni avvengono per appello nominale o con voto segreto, a discrezione del Presidente.

Le deliberazioni relative a questioni concernenti persone debbono essere prese sempre con voto segreto.

Le riunioni del Consiglio sono presiedute dal Presidente, in sua assenza dal vice presidente e, in assenza di entrambi, dal consigliere più anziano tra i presenti.

Il Presidente può invitare persone estranee al Consiglio o esperti, che potranno esprimere il loro parere consultivo.

Di ogni riunione verrà redatto, su apposito libro e a cura del Segretario, il relativo verbale.

Il verbale deve essere sottoscritto dal Presidente e dal Segretario e da tutti i Consiglieri intervenuti alla riunione.

Ogni consigliere ha diritto di fare inserire nel verbale una sintesi delle sue dichiarazioni o riserve espresse a giustificazione del proprio voto.

– ART. 17 –

Sessanta giorni prima della scadenza del mandato del Consiglio di amministrazione, il Presidente deve convocare l’assemblea dei soci per la nomina degli amministratori. Il Consiglio scaduto rimane in carica fino all’insediamento del nuovo consiglio, nei limiti e con i poteri previsti dalla disposizioni di legge vigenti.

– ART. 18 –

Le dimissioni di un membro del Consiglio di amministrazione devono essere iscritte dal Presidente tra gli argomenti posti all’ordine del giorno della prima adunanza successiva alla data di comunicazione delle dimissioni stesse.

Nel caso in cui il Consiglio deliberi l’accettazione delle dimissioni, il Presidente ne dà immediato avviso all’organo o all’autorità competente affinchè proceda alla designazione del nuovo Consigliere.

Con la medesima modalità si procede in caso di morte, di impedimento permanente all’esercizio delle funzioni e nel caso di decadenza di un membro del Consiglio stesso.

Il Consigliere nominato in sostituzione resta in carica sino alla scadenza naturale del Consiglio.

PRESIDENTE

– ART. 19 –

Il Consiglio di amministrazione nella sua prima adunanza è presieduto dal Consigliere più anziano d’età ed elegge nel proprio seno il Presidente ed il vice Presidente.

Il Presidente resta in carica per tutta la durata del Consiglio.

Le funzioni del Presidente in caso di assenza od impedimento sono demandate al vice Presidente ed in caso di assenza di entrambi, al Consigliere più anziano di nomina e, a pari anzianità di nomina, al più anziano di età.

– ART. 20 –

Il Presidente del Consiglio di amministrazione esercita tutte le funzioni a lui conferite dalle leggi e dal presente Statuto o a lui delegate dal Consiglio di amministrazione nei limiti individuati da Consiglio stesso con propria deliberazione assunta e depositata nelle forme di legge.

Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, convoca e presiede il Consiglio di amministrazione nonché l’Assemblea dei Soci.

Egli cura l’esecuzione delle delibere assunte da tali organi.

Nei casi di necessità ed urgenza può assumere provvedimenti attinenti l’ordinaria amministrazione di competenza del Consiglio, salvo ratifica da parte di quest’ultimo nella sua prima riunione.

Il Presidente, munito di apposita delibera, potrà altresì validamente impegnare l’associazione anche riguardo a qualsiasi iscrizione, trascrizione o annotazione nei Registri Immobiliari o nel Pubblico Registro Automobilistico.

REVISORE DEI CONTI

– ART. 21 –

La gestione finanziaria e contabile dell’Ente è controllata da un Revisore dei Conti nominato dall’Assemblea dei Soci.

Il Revisore dei Conti non può far parte del Consiglio di Amministrazione, dovrà essere iscritto albo dei dottori e ragionieri commercialisti.

– ART. 22 –

Il Revisore dei Conti dura in carica 4 (quattro) anni e sorveglia la gestione amministrativa dell’Associazione, controlla il rendiconto annuale finanziario dell’Ente consegnandolo con le sue osservazioni all’assemblea dei soci.

Tale rendiconto viene esposto all’albo dell’ente per un mese consecutivo.

SCIOGLIMENTO – LIQUIDAZIONE – DISPOSIZIONI FINALI

– ART. 23 –

Lo scioglimento e la devoluzione del patrimonio dell’Associazione verrà deliberato dall’Assemblea dei Soci con le maggioranze previste dall’ultimo comma dell’art. 21 del Codice Civile.

– ART. 24 –

Per quanto non previsto dal presente statuto si applicano le disposizioni di legge vigenti in materia di persone giuridiche private legalmente riconosciute.